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La costellazione di aprile: Boote

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La costellazione di aprile: Boote

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BOOTE
BOOTE
La costellazione Boote vista a mezzanotte del 15 aprile. [Immagine presa da Stellarium Web]

Boote (Bootes in latino) è una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, e anche una delle 88 costellazioni moderne. Nei suoi confini si trova la quarta stella più brillante del cielo, Arturo (Arcturus, individuabile nell’immagine sopra come il puntino più luminoso della costellazione, sotto la “S” del nome “BOOTES”).

Boote è una delle costellazioni più estese dell’emisfero boreale, ed è osservabile per tutto aprile ad Est, particolarmente vicina all’Orsa Maggiore.

La leggenda (una piccola parte)

Nella leggenda, questa costellazione è strettamente legata a quella dell’Orsa Maggiore,  proprio a causa della vicinanza delle due. 

La costellazione rappresenterebbe Arcas, figlio del dio Zeus e di Callisto, figlia a sua volta di Licaone. Stando alla leggenda, un giorno Zeus andò a pranzare da suo suocero Licaone.

Quest’ultimo, per accertarsi che l’ospite fosse veramente il grande Zeus, fece a pezzi il nipote Arcas e glielo servì, insieme ad altre carni. Zeus riconobbe facilmente la carne di suo figlio, e così, in preda alla rabbia, uccise i figli del re Licaone con una folgore e trasformò Licaone in lupo. Poi raccolse i pezzi di Arcas, li rimise insieme e lo affidò alla Pleiade Maia perché ne avesse cura e lo crescesse.

Nel frattempo, Callisto era stata trasformata in orsa, secondo alcuni per mano di Era, la moglie gelosa di Zeus, o da Zeus stesso, per salvare Callisto dalla furia vendicatrice di Era. Qualche tempo dopo, quando Arcas fu ormai adolescente, durante una battuta di caccia nei boschi si imbatté in sua madre Callisto, che, tuttavia, conservava ancora le sembianze di orso. Callisto riconobbe suo figlio e tentò di salutarlo, ma al posto di un caloroso saluto materno le uscì un terribile ruglio. Arcas, pensando che l’animale lo stesse minacciando, cominciò a inseguire la bestia. Con Arcas alle calcagna, Callisto si rifugiò nel tempio di Zeus, un luogo proibito i cui profanatori venivano puniti con la morte.

Per sottrarli a quel destino, Zeus afferrò Arcas e sua madre e li posizionò nel cielo, sotto forma delle costellazioni dell’Orsa e di Boote, il custode dell’Orsa.

Silvia Polito
s.polito@uai.it

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