Costellazione di gennaio: Acquario
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Articolo di: Claudia Consiglio
L’Acquario è una delle 88 costellazioni moderne e una delle zodiacali, collocata in una parte di cielo notoriamente povera di stelle brillanti, tanto da apparire insidiosamente “vuota” agli osservatori dilettanti sotto cieli inquinati. È una figura riconoscibile soprattutto in cieli bui grazie alla disposizione delle sue stelle che ricordano un portatore d’acqua con un’urna rovesciata, da cui sembra scorrere una cascata di stelle verso sud-est. Questa cascata, più che una linea rigida, emerge per l’aggregazione di stelle di media luminosità che, nel corso dei millenni, gli osservatori hanno interpretato come acqua versata nel cielo.
Stelle principali
Dal punto di vista astronomico, questa costellazione non domina il cielo con stelle particolarmente luminose come alcune altre costellazioni zodiacali, ma la sua estensione è grande e interessante. Le 2 stelle più brillanti sono Sadalsuud (β Aquarii) e Sadalmelik (α Aquarii), entrambe di magnitudine poco inferiore a 3, rispettivamente note in arabo come “la fortuna delle fortune” e “il fortunato del re”. Queste stelle, gialle e relativamente lontane centinaia di anni-luce dalla Terra, segnano la parte superiore della figura dell’Acquario. Più in basso e contribuendo alla forma dell’urna fluente troviamo Skat o Scheat (δ Aquarii), e stelle come Sadachbia (γ Aquarii) e Albali (ε Aquarii) che, insieme ad altre come Pi e Zeta Aquarii, formano un asterismo spesso chiamato “l’Urna” , simbolo della brocca d’acqua.

Credit: Stellarium
Deep sky dell’acquario
Oltre alle stelle, l’Acquario ospita diversi oggetti di cielo profondo (deep sky) osservabili con strumenti amatoriali di media potenza, specialmente sotto cieli scuri. Tra questi spiccano gli ammassi globulari M2 e M72, che si presentano come dense sfere di stelle lontane nel alone galattico, e M73, un piccolo asterismo talvolta catalogato come un modesto ammasso aperto. Tra le nebulose planetarie degne di nota c’è la celebre nebulosa Elica (NGC 7293), una delle più grandi e vicino alla Terra tra le nebulose di questo tipo, e la Saturno Nebula (NGC 7009), chiamata così per la sua vaga somiglianza visiva con il pianeta degli anelli in piccoli telescopi. Altre galassie e oggetti meno brillanti popolano l’area, rendendo questa costellazione un campo interessante per osservazioni profonde anche se non immediatamente appariscente.





Quando e come osservarla in Italia
Questa costellazione, pur essendo zodiacale, non è al suo massimo splendore in pieno inverno boreale; il periodo di miglior visibilità per l’emisfero settentrionale è tradizionalmente l’autunno, con culminazione intorno alle ore serali di ottobre e novembre. Tuttavia, anche a gennaio, l’Acquario rimane visibile di sera nelle prime ore della notte, spostandosi gradualmente verso ovest dopo il tramonto. In cieli bui, già verso le ore 19:00-20:00 locali si può iniziare a individuarne la sagoma bassa sull’orizzonte sud-occidentale, prima che scenda più in basso nelle ore avanzate della notte. Essendo attraversata dall’eclittica, la costellazione può anche ospitare pianeti luminescenti o la Luna in determinati periodi del mese, offrendo interessanti configurazioni celesti per astrofili.

Mito dell’acquario
Nella mitologia babilonese la costellazione era associata al dio Ea, signore delle acque, della conoscenza e della creazione, spesso raffigurato con un vaso traboccante e legato alle inondazioni annuali dei fiumi, immagine che influenzò le successive interpretazioni stellari. Gli antichi Egizi vedevano nella figura celeste un simbolo della piena del Nilo, un evento vitale per l’agricoltura e la vita sul Nilo. Nella tradizione greca, una delle storie più diffuse lega l’Acquario a Ganimede, un giovane troiano di straordinaria bellezza che Zeus, affascinato, rapì (talvolta trasformato in un’aquila oppure inviando l’aquila, rappresentata nella costellazione dell’Aquila) per farne il coppiere degli dei sull’Olimpo.

In altre versioni più sincretiche o meno note, la figura delle acque versate è collegata al diluvio universale greco, con Deucalione e Pirra o altri eroi sopravvissuti a grandi inondazioni che simboleggiano la purificazione e il rinnovamento dell’umanità.
