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IL CIELO DI DICEMBRE 2025

Cielo del mese In primo piano

IL CIELO DI DICEMBRE 2025

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Siamo ormai giunti all’ultimo mese di questo 2025. Dicembre è quel mese in cui si tirano le somme dell’anno appena passato, ed è anche il mese dei buoni propositi per l’anno nuovo. Ma non solo! A dicembre entriamo anche di fatto nella stagione astronomica invernale, col solstizio d’inverno, che quest’anno cadrà il 21 dicembre alle 15:03.

A parte il solstizio d’inverno, sono molti gli eventi astronomici che chiudono in bellezza questo 2025: scopriamoli insieme!

Continua a leggere l’articolo per saperne di più, oppure dai un’occhiata al video del cielo del mese, in collaborazione con l’Omino delle Stelle!

IL SOLE

Durante il mese di dicembre, la durata del dì è in media di 9 ore.

Il Sole si trova nella costellazione dell’Ofiuco fino al 18, quando poi entrerà nella costellazione del Saggittario.

  • 01/12/2025 : il Sole sorge alle ore 07:20 ; tramonta alle ore 16:42*;
  • 15/12/2025: il Sole sorge alle ore 07:33; tramonta alle ore 16:41*;
  • 31/12/2025: il Sole sorge alle ore 07:40; tramonta alle 16:50*

Nonostante la tradizione veda in Santa Lucia (il 13) il giorno più corto dell’anno, questo primato va in realtà al 21 o il 22 di dicembre; in prossimità del 13 si verifica, infatti, il periodo in cui il Sole tramonta più presto.

Quest’anno il solstizio d’inverno cade il 21 dicembre alle ore 15:03 minuti (16:03 TMEC).

L’immagine del Sole riportata sopra è presa direttamente dal sito del progetto SOHO (ESA & NASA), che ha l’obiettivo di monitorare il Sole in tempo reale. L’immagine di cui sopra ritrae il Sole il 30 novembre 2025, ma per consultare la “diretta live” del Sole sarà sufficiente cliccare sull’immagine.

I dati di alba e tramonto sono presi dall’almanacco UAI. Se siete interessati, lo potete trovare al seguente link https://www.uai.it/sito/pubblicazioni/almanacco/almanacco-2025/.

LA LUNA

DATAFASEORARIO
05/12/2025Luna piena00:14
11/12/2025Ultimo quarto21:52
20/12/2025Luna nuova02:43
27/12/2025Primo quarto20:10
*I tempi a fianco di ogni fase sono espressi in Tempo Universale (TU) + 1 (cioè l’ora del vostro orologio in Italia) dal 1 gennaio fino al 29 marzo e dal 26 ottobre al 31 dicembre compresi; dal 30 marzo al 25 ottobre i tempi sono espressi in (TU) + 2 (che sarà l’ora del vostro orologio in Italia da quella data). In astronomia, il Tempo Universale è molto vicino al  tempo medio locale alla longitudine 0°, cioè al primo meridiano che passa per l’osservatorio di Greenwich. Per calcolare il tempo al nostro meridiano (che è appunto +1), bsterà aggiungere 1 al TU durante l’ora solare, e + 2 durante l’ora legale.
L’ora legale entrerà in vigore il 30 marzo 2025, e terminerà il 25 ottobre 2025. Questi dati sono presi dall’almanacco UAI https://www.uai.it/sito/pubblicazioni/almanacco/almanacco-2025/.

EVENTI di DICEMBRE 2025

13-14 dicembre: sciame meteorico Geminidi

Le Geminidi sono tra gli sciami meteorici più spettacolari dell’anno e raggiungono il loro massimo splendore a metà dicembre. Sono attive dal 3 al 19 dicembre con picco il 13-14, con un tasso medio orario di circa 120 meteore. Sembrano partire da un radiante situato vicino a Castore, la stella alpha della costellazione dei Gemelli.

A differenza di molti altri sciami, non derivano da una cometa ma dall’asteroide 3200 Phaethon, un corpo roccioso che rilascia polveri e frammenti durante il suo moto orbitale intorno al Sole. Quando la Terra attraversa questo flusso di detriti, le particelle entrano nell’atmosfera a grande velocità e si incendiano, generando scie luminose. La loro frequenza elevata e la brillantezza le rendono un appuntamento imperdibile per gli appassionati di astronomia.

Immagine dimostrativa di una meteora.
[Immagine presa da Canva pro]
Radiante delle Geminidi poco sopra la stella Polluce il 14 dicembre 2025, da Torino.
[Immagine presa da Stellarium]

21 dicembre: solstizio d’inverno

Il solstizio d’inverno, in astronomia, è il momento dell’anno in cui il Sole raggiunge il punto più basso del suo percorso apparente nel cielo. In questo giorno la sua altezza massima sopra l’orizzonte è la più ridotta dell’intero anno, e per questo corrisponde anche al giorno con meno ore di luce.

Quindi ad essere precisi il solstizio d’inverno è solo un momento e quest’anno cade esattamente alle 16:03.

Il solstizio d’inverno si verifica perché l’asse terrestre è inclinato: in questo periodo dell’anno il polo Nord è rivolto lontano dal Sole, e ciò fa sì che i suoi raggi arrivino sull’emisfero nord molto più ‘di sbieco’ e per meno ore. È proprio un problema geometrico.

Questo evento coincide anche con l’ingresso nell’inverno astronomico, il meteo è sempre più rigido ma si avvicinano sempre più anche le amate feste natalizie. Il solstizio d’inverno è il giorno dell’anno in cui abbiamo il numero minore di ore di luce e la notte più lunga dell’anno. Dal 22 settembre le ore di luce, piano piano inizieranno progressivamente ad aumentare.

Curiosità:

Solstizio deriva dal latino “solstitium”, composto dalle parole “sol” Sole e dal verbo “sistere” fermarsi, letteralmente significa “il sole si ferma”. Non cade sempre il 21 dicembre, potrebbe cadere tra il 20 e il 23, questo dipende se l’anno in questione è bisestile e dalla durata reale dell’anno solare (che non è di 365 giorni esatti). È il giorno con meno luce, ma non sempre il tramonto più precoce. Anche se è la giornata più corta, il tramonto più anticipato e l’alba più tardiva non cadono esattamente il giorno del solstizio. Non è il giorno più freddo dell’anno. In realtà statisticamente parlando il periodo più freddo dell’anno arriva diverse settimane dopo, precisamente tra il 15 gennaio e il 5 febbraio. Per la tradizione popolare i giorni più freddi sono chiamati i giorni della merla, la merla annuncerebbe l’arrivo della primavera: se le temperature sono miti, allora significa che l’inverno durerà ancora a lungo; se invece farà molto freddo, l’inverno finirà presto e la primavera non tarderà ad arrivare. Nelle regioni artiche il Sole non sorge proprio, questo è un fenomeno sempre dovuto all’inclinazione dell’asse terrestre. Vicino al polo la notte polare raggiunge la durata anche di 6 mesi. Al contrario d’estate non tramonta mai.

21-21 dicembre: sciame meteorico delle Ursidi

Le Ursidi, attive ogni anno poco prima di Natale, sono uno sciame più modesto ma affascinante, originate dai residui della cometa 8P/Tuttle (periodo orbitale 13,5 anni).

Il loro radiante si trova nella costellazione dell’Orsa Minore, da cui il nome, e il picco si verifica intorno al 22–23 dicembre. Sebbene il numero di meteore visibili sia inferiore rispetto a quello delle Geminidi, le Ursidi possono sorprendere con improvvisi aumenti di attività, arrivando talvolta a produrre spettacoli intensi ma brevi.

È curioso notare che il numero massimo di meteore delle Ursidi sono stati registrati nel 1945, 1973 e 1986. In queste date la cometa non era vicina al Sole, ma si trovava nel punto più lontano della sua orbita (afelio).
Gli studiosi Peter Jenniskens e Esko Lyytinen svilupparono un modello particolare per spiegare questo comportamento, collegandolo all’influenza gravitazionale di Giove.

Secondo le loro previsioni, il 22 dicembre 2000 — data che coincideva con un nuovo passaggio all’afelio — avrebbe dovuto verificarsi un altro forte aumento dell’attività delle Ursidi. Molti osservatori seguirono l’evento, ma i risultati furono deludenti e poco chiari: video e radar mostrarono sì un lieve aumento delle meteore, ma con dati incerti, mentre le osservazioni visive restituirono valori molto contraddittori, lasciando ancora da trovare la risposta a questi particolare eventi. Alcuni dubitano che le Ursidi siano effettivamente originate dalla cometa Tuttle.

Radiante delle Ursidi poco sopra la stella Kochab il 21 dicembre 2025, da Torino
[Immagine presa da Stellarium]

I PIANETI

In sintesi

PianetiSera*Notte**Mattina***
Mercurio👁️
Venere
Marte
Giove👁️👁️👁️
Saturno👁️
Urano👁️👁️👁️
Nettuno🔭
Plutone🔭
I tempi sopra indicati con “Sera”, “Notte” e “Mattina” rappresentano, indicativamente, l’intervallo di tempo nel quale possiamo osservare il pianeta.
*dal tramonto del Sole fino a un’ora prima di mezzanotte
**da un’ora prima di mezzanotte fino a un’ora dopo la mezzanotte
***da un’ora dopo la mezzanotte fino all’alba (o poco prima)
SIMBOLI:
❌ = Corpo celeste non visibile o non osservabile
👁️ = Corpo celeste visibile ad occhio nudo
🔭 = Corpo celeste osservabile con l’ausilio di un’adeguata attrezzatura

I PIANETI

MERCURIO

Dicembre è un ottimo mese per l’osservazione di Mercurio: per i più mattiutini sarà infatti possibile osservarlo, basso sull’orizzonte a Sud-Est, tra le prime luci dell’alba. La massima elongazione sarà raggiunta il 7 dicembre.


L’immagine mostra lo spostamento mensile del pianeta nel cielo. A cura di Giuseppe Petricca – Immagini © Dominic Ford 2011–2025

VENERE

Siamo ormai giunti alla fine del lungo periodo di osservazione di Venere, durato per ben 9 mesi. Durante il mese di dicembre la sua distanza angolare col Sole diminuirà gradualmente, per poi giungere alla congiunzione col Sole, prevista per i primi di gennaio. Al suo sorgere a Sud-Est, ormai, il pianeta saà sovrastato dalle luci dell’alba, impossibile da osservare.


L’immagine mostra lo spostamento mensile del pianeta nel cielo. A cura di Giuseppe Petricca – Immagini © Dominic Ford 2011–2025

MARTE

Anche Marte, come Venere, sarà impossibile da osservare durante il mese di dicembre: tramonterà infatti poco dopo il Sole, col quale sarà in congiunzione a gennaio.


L’immagine mostra lo spostamento mensile del pianeta nel cielo. A cura di Giuseppe Petricca – Immagini © Dominic Ford 2011–2025

GIOVE

Ci avviamo adesso verso i giganti gassosi del sistema solare.

Diversamente dai due pianeti precedenti, Giove sarà osservabile per quasi tutta la notte, ad Est nelle prime ore serali. Il nostro bel gigante gassoso si prepara ad essere all’opposizione a gennaio, il momento più favorevole per l’osservazione.


L’immagine mostra lo spostamento mensile del pianeta nel cielo. A cura di Giuseppe Petricca – Immagini © Dominic Ford 2011–2025

SATURNO

Saturno continua ad anticipare sempre di più la sua uscita di scena, fino a che, a fine mese, arriverà a tramontare prima della mezzanotte. La finestra di osservabilità quindi di riduce gradualmente, ma ci lascia comunque ancora qualche ora, poco dopo il tramonto del Sole, per tentare di osservarlo.


L’immagine mostra lo spostamento mensile del pianeta nel cielo. A cura di Giuseppe Petricca – Immagini © Dominic Ford 2011–2025

URANO

Urano è l’ultimo pianeta del sistema solare ad essere visibile ad occhio nudo. A causa della sua ridotta visibilità, spesso in passato fu scambiato per una stella.

Avevamo lasciato Urano all’opposizione il mese scorso; ciò significa che il pianeta sarà ancora visibile per quasi tutta la notte. Lo si può cercare a Sud-Est qualche ora dopo il tramonto del Sole, e poi a Sud durante le ore serali. Vi ricordiamo che Urano è al limite della visibilità ad occhio nudo, ed è perciò consigliato l’uso di una buona attrezzatura.


L’immagine mostra lo spostamento mensile del pianeta nel cielo. A cura di Giuseppe Petricca – Immagini © Dominic Ford 2011–2025

NETTUNO

Ci avviamo verso le zone più remote del sistema solare, dove incontriamo Nettuno che, insieme a Plutone, non è visibile ad occhio nudo.

Se volete quindi provare ad osservare Nettuno, sarà necessario procurarsi un buon binocolo, o un piccolo telescopio. 

Le condizioni di visibilità di Nettuno sono estremamente simili a quelle di Saturno: tramonterà infatti poco dopo quest’ultimo. Per poterlo osservare, è necessario cercarlo nelle prime ore della notte a Sud-Ovest.


L’immagine mostra lo spostamento mensile del pianeta nel cielo. A cura di Giuseppe Petricca – Immagini © Dominic Ford 2011–2025

PLUTONE

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito nel giugno 2008 la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare, anche se non più considerato un pianeta (giustamente).

Plutone è osservabile solamente con una buona attrezzatura, uno strumento con almeno 25 cm di specchio.

la visibilità di Plutone si è ridotta, ed è ormai osservabile per qualche ora dopo il tramonto. Sarà necessario cercarlo ad Ovest, basso sull’orizzonte.


L’immagine mostra lo spostamento mensile del pianeta nel cielo. A cura di Giuseppe Petricca – Immagini © Dominic Ford 2011–2025

Per maggiori approfondimenti sul cielo di dicembre, cliccate qua!

Articolo a cura di: Silvia Polito, Alice Marchetto.

s.polito@uai.it

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