IN CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Costellazione di ottobre: Gru

Cielo del mese In primo piano

Costellazione di ottobre: Gru

Condividi

Articolo di: Claudia Consiglio

La costellazione della Gru, nota anche con il nome latino Grus, è una delle 88 costellazioni moderne riconosciute dall’Unione Astronomica Internazionale. Nonostante non sia tra le più antiche o famose, la sua posizione nell’emisfero celeste meridionale la rende un punto di riferimento affascinante per gli appassionati di astronomia, soprattutto in ottobre, quando diventa protagonista dei cieli notturni.

Il suo nome deriva dalla parola latina che significa “gru”, un uccello simbolo di eleganza e migrazione, e fu introdotta nel XVI secolo dagli astronomi olandesi Pieter Dirkszoon Keyser e Frederick de Houtman. Questi cartografi celesti, durante i loro viaggi nell’emisfero australe, decisero di assegnare nomi a costellazioni che fino ad allora non erano state mappate, ispirandosi sia alla fauna locale che a strumenti scientifici dell’epoca. La Gru si trova in una regione del cielo ricca di stelle relativamente brillanti e oggetti celesti interessanti, il che la rende una meta ambita sia per gli osservatori con telescopi amatoriali che per quelli che amano semplicemente lasciarsi guidare dalla volta stellata.

Le stelle principali

Al centro della costellazione brilla Alnair, la stella alfa della Gru, il cui nome deriva dall’arabo al-nayyir min dhanab al-ḥūt (النير من ذنب الحوت), che significa “la brillante della coda del pesce”. Si tratta di una stella bianco-azzurra, circa 380 volte più luminosa del nostro Sole, situata a circa 101 anni luce dalla Terra. La sua posizione la rende una delle stelle più luminose del cielo australe e un punto di riferimento ideale per orientarsi tra le altre costellazioni vicine, come il Pesce australe o lo Scultore.

Accanto a Alnair, Beta Gruis, chiamata anche Beta Gru, è una gigante rossa che, nonostante la sua luminosità inferiore rispetto ad Alnair, risalta per il suo caratteristico colore aranciato. Questa stella è una delle più fredde tra quelle visibili a occhio nudo, con una temperatura superficiale di circa 3.400 Kelvin. La sua distanza dalla Terra è stimata intorno ai 170 anni luce, e la sua magnitudine apparente la rende una delle stelle più rosse del cielo notturno.

Un altro astro degno di nota è Gamma Gruis, nota anche come Gamma Gru, una stella bianca di sequenza principale che, con una magnitudine di 3, si colloca come la terza stella più luminosa della costellazione. La sua posizione la rende un punto di passaggio interessante per chi osserva il cielo alla ricerca di oggetti deep sky nelle vicinanze.

Stelle principali della Gru.
Credit: Stellarium

Gli oggetti del deep sky nella Gru

Nonostante la costellazione non sia ricca di oggetti Messier, offre comunque alcuni gioielli per gli appassionati di astronomia. Uno dei più affascinanti è NGC 7424, una galassia a spirale barrata che si trova a circa 37 milioni di anni luce dalla Terra. Questa galassia è nota per la sua struttura dettagliata, con bracci a spirale ben definiti e una barra centrale luminosa. Nonostante la sua relativa debolezza apparente (magnitudine 10,4), NGC 7424 può essere osservata con telescopi di medie dimensioni sotto cieli bui, lontano dall’inquinamento luminoso delle città.

Un altro oggetto interessante è NGC 7582, una galassia a spirale che fa parte del cosiddetto “Gruppo di Grus”, un insieme di galassie legate gravitazionalmente. Questa galassia è nota per la sua intensa attività nucleare, che la rende un soggetto di studio per gli astronomi che indagano i buchi neri supermassicci al centro delle galassie attive. La sua magnitudine di 11 la rende accessibile solo con telescopi di almeno 20 cm di apertura.

Galassia a spirale barrata NGC 7424.
Credit: ESO
Galassia a spirale NGC 7582.
Credit: ESO / Juneau et al.

Osservare la Gru in Italia a ottobre

A ottobre, questa costellazione diventa visibile anche dall’Italia, seppur bassa sull’orizzonte meridionale. Per osservarla al meglio, è consigliabile recarsi in una zona con un cielo il più possibile buio, lontano dalle luci delle città, e orientarsi verso sud dopo le 22:00, quando essa raggiunge la sua massima altezza nel cielo. In questo periodo dell’anno, si trova a declinazioni comprese tra -30° e -50°, il che significa che sarà visibile solo parzialmente dalle regioni meridionali italiane, come Sicilia, Sardegna o Calabria. Al nord Italia, invece, la sua osservazione risulta più difficoltosa, anche se non impossibile in condizioni ideali.

Per individuarla, si può partire dalla costellazione del Pesce australe, dove brilla la luminosa Fomalhaut, e spostarsi verso sud-est, seguendo una linea immaginaria che attraversa il cielo. Una volta individuata Alnair, la stella più brillante della Gru, sarà più facile riconoscere il resto della costellazione, che si estende verso ovest con un caratteristico schema a “V” rovesciata.

Il mito e le sue varianti

La costellazione della Gru non ha radici mitologiche antiche come altre, come Orione o Cassiopea, poiché fu introdotta in epoca moderna. Tuttavia, il suo nome e la sua forma hanno ispirato alcune interpretazioni simboliche. In alcune tradizioni astronomiche aborigene australiane, rappresenta un airone che sorveglia le acque del cielo, un simbolo di pazienza e osservazione. Secondo questa leggenda, l’uccello sarebbe stato posto nel cielo per ricordare agli uomini l’importanza di attendere il momento giusto per agire, proprio come un airone attende che un pesce si avvicini per cibarsene.

Il mito della costellazione della Gru.
Credit: Associazione Pontina di Astronomia

In altre culture, come quella cinese, questa costellazione fa parte di un gruppo più ampio chiamato “L’uccello rosso”, che simboleggia l’autunno e la trasformazione. In questo contesto, la Gru rappresenterebbe la saggezza e la longevità, poiché l’uccello è noto per la sua capacità di volare a grandi altitudini e per la sua lunga vita.

Tags:

Potrebbe anche piacerti

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Prossimo