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Febbraio: il cielo al binocolo dell’Apprendista Astrofilo

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Febbraio: il cielo al binocolo dell’Apprendista Astrofilo

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I tesori della Via Lattea invernale



I tesori della Via Lattea invernale

In febbraio la parte meridionale dei nostri cieli è dominata dalla zona più ricca della Via Lattea invernale. Le costellazioni di riferimento sono il Cane Maggiore, la Poppa e i Gemelli (che si trovano molto alti, quasi allo zenit, ma ancora verso sud).

M41 – Cane Maggiore

Mappa della costellazione del Cane Maggiore, l’ammasso M41 si trova spostato a Sud rispetto a Sirio: un binocolo con un campo mediamente esteso (6°) consente di inquadrare sia Sirio che M41 (da Silvano Minuto, “Atlante del Cielo”, editore Legenda)

Questo ammasso, che porta il numero 41 del catalogo di Messier, alle nostre latitudini è sempre basso sull’orizzonte – può essere individuato anche ad occhio nudo, come una piccola macchia, spostando lo sguardo 4° a sud di Sirio (ovviamente sotto cieli bui e cristallini). Le sue dimensioni sono di 38′ e quindi è leggermente più grande della Luna piena.
La visione complessiva migliore si ha con uno strumento a largo campo che, anche con obiettivo di piccole dimensioni, permetterà di vedere 30 o 40 stelle; vicino al centro dell’ammasso si trova una stella brillante di colore rosso arancio.
La distanza di M 41 è valutata 2500 anni luce e la sua età è stimata 100 milioni di anni.

  • Dove trovarlo: È semplicissimo. Trova Sirio, la stella più luminosa del cielo. Sposta il binocolo circa 4 gradi verso il basso (circa mezzo campo visivo del tuo 10×50).
  • Cosa vedrai: Un gruppo compatto di stelline. Anche in periferia, M41 appare come una macchia granulosa molto definita. Al centro spicca spesso una stellina leggermente più arancione delle altre.
  • Difficoltà: Molto Facile.


M47 – Poppa

Mappa della parte più settentrionale della costellazione della Poppa. L’ammasso M47 si trova nella parte settentrionale, a ridosso del confine con l’Unicorno, e a poca distanza (verso Est) da Sirio (da Silvano Minuto, “Atlante del Cielo”, editore Legenda)

Ammasso aperto molto luminoso, che contiene circa 30 stelle a partire dalla mag. 6. Può essere identificato anche ad occhio nudo. Facile da rintracciare: si trova un grado e mezzo a NO di M 46.
Date le dimensioni, le migliori visioni si ottengono utilizzando binocoli o telescopi a largo campo. Dista da noi 1700 anni luce e le sue dimensioni reali sono di 17 anni luce. Utilizzando un binocolo a largo campo si possono osservare contemporaneamente M 47, M 46 e NGC 2423.

  • Dove trovarlo: Spostati a est di Sirio di circa 12 gradi. M47 è un ammasso molto brillante e “aperto”.
  • Cosa vedrai: È un obiettivo gratificante perché le sue stelle sono distanziate e luminose. Accanto ad esso (nello stesso campo del binocolo!) vedrai un’altra macchietta più debole e nebbiosa: è l’ammasso M46. È un “due per uno” fantastico per chi usa il binocolo.
  • Difficoltà: Facile.



M35 – Gemelli

L’ammasso aperto M35 (catalogato anche come NGC 2168) è più grande della Luna piena ed è molto luminoso (m. 5.1).
È un oggetto facile da rintracciare: si trova poco più di 2.3° a nord ovest di Eta Gem (mag. 3.3).
È un ammasso aperto di grandi dimensioni, visibile come una macchia luminosa anche ad occhio nudo. Contiene circa 200 stelle a partire dalla 8a magnitudine, sparse su un’area di oltre mezzo grado.

Con un binocolo si osservano solo le stelle più brillanti, ma è uno spettacolo notevole anche con piccoli strumenti. La distanza è stimata in 2200 anni luce. È un oggetto relativamente giovane, con età di 100 milioni di anni.

  • Dove trovarlo: Si trova ai “piedi” dei Gemelli, vicino alla stella Eta Geminorum. A metà febbraio alle 21:00, questa zona è altissima nel cielo.
  • Cosa vedrai: Un ammasso che copre un’area grande quanto la Luna piena. Al binocolo appare come una nebulosità densa punteggiata di stelline finissime. Dà proprio l’idea di un “ammasso di polvere stellare”.
  • Difficoltà: Facile/Media (per via dell’altezza nel cielo, serve un appoggio per il collo!).

Gli oggetti astronomici descritti in questa rubrica sono osservabili in modo ottimale con un binocolo 10×50 tenuto a mano libera, anche se nulla esclude l’utilizzo di strumenti più piccoli (6×30, 8×40) o più grandi (15×70, 20×80). Per individuare gli oggetti, qualora le carte allegate non siano ritenute sufficienti, si consiglia di utilizzare un astrolabio oppure una app di tipo “planetario” per smartphone o tablet.

Le carte celesti sono tratte dall’ Atlante del Cielo di Silvano Minuto, editore Legenda. Si ringraziano l’autore e l’editore per la collaborazione.

Paolo Morini p.morini@uai.it

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