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CIELO DI MAGGIO 2026

Cielo del mese

CIELO DI MAGGIO 2026

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INDICE

Continua a leggere l’articolo per saperne di più, oppure dai un’occhiata al video del cielo del mese, in collaborazione con l’Omino delle Stelle!

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Il Cielo del Mese UAI è uno strumento utile e sempre aggiornato a disposizione di tutti gli appassionati. Per imparare a muovere i primi passi dell’osservazione astronomica ad occhio nudo o con l’aiuto del binocolo e del telescopio, il Cielo del Mese non è che il trampolino di lancio verso un servizio nato per aiutare chi vuole diventare astrofilo: L’Apprendista Astrofilo, per gli amici 

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O semplicemente AA. AA mette a disposizione un testo introduttivo, programmi di osservazione, una pagina di risorse in continuo sviluppo con testi, mappe, carte della Luna e del cielo e, soprattutto, la possibilità di fare domande e di confrontarsi con altri astrofili. Diventa amico del Cielo del Mese e dell’Apprendista Astrofilo: osserva il cielo e condividi con altri questa emozionante esperienza!

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L’ASTROFOTO DEL MESE

Spicchio di Luna Crescente, Pleiadi e accenno di Corona

Immagine di Giorgia Hofer – https://www.giorgiahoferphotography.com/

Dodicesima APOD (Astronomy Picture of the day) di Giorgia Hofer.
Solitamente l’astrofotografo predilige i cieli sereni per riprendere in tutta la sua spettacolarità la volta celeste, ma non è sempre detto che le nuvole possono rovinare una ripresa fotografica.
Questa fotografia, scelta il 24 aprile 2026 dalla Nasa come Apod ne è la dimostrazione.

Solitamente l’astrofotografo predilige i cieli sereni per riprendere in tutta la sua spettacolarità la volta celeste, ma non è sempre detto che le nuvole possono rovinare una ripresa fotografica. Questa fotografia, scelta il 24 aprile 2026 dalla Nasa come Apod (Astronomy Picture of the day) ne è la dimostrazione.

L’autrice dell’immagine racconta:

“La sera del 19 aprile 2026 ero pronta per riprendere una bellissima e stretta congiunzione tra la falcetta di Luna crescente e l’ammasso aperto delle Pleiadi, conosciute nella mitologia greca anche come “Sette Sorelle”. Il mito narra che le ninfe figlie del titano Atlante e dell’oceanina Pleione, furono trasformate da Zeus in stelle per sfuggire all’inseguimento del cacciatore Orione. Al contrario di altri asterismi, le stelle delle Pleiadi sono realmente vicine tra loro, hanno un’origine comune e sono legate da forza di gravità, il che le rende un caso notevole fra gli oggetti osservabili dalla Terra. In realtà il meteo durante tutta la giornata non era stato dei migliori, aveva piovuto ad intermittenza già dalla tarda mattinata, però le previsioni erano buone per l’orario in cui si sarebbe verificata la congiunzione. Ed infatti così è stato. Attorno alle 20.00 sono uscita per recarmi nel posto che avevo scelto per l’osservazione, a Lorenzago di Cadore, e con pazienza ho attesa l’inizio del crepuscolo per riprendere la scena. Data la forte percentuale di umidità, dalle cime si innalzavano delle nuvole di condensa che mi hanno fatto temere di non riuscire ad osservare l’evento. Ma come spesso succede in questi casi, la fortuna ha voluto che le nuvole, che avrebbero potuto rovinare una ripresa, in questo caso abbiano creato la cornice perfetta per permettermi di immortalare questo bellissimo allineamento. Le nuvole in veloce movimento hanno avvolto come in un abbraccio la Luna e le Pleiadi, dando inoltre forma ad un bellissimo accenno di corona tra i due oggetti, proprio sotto il piccolo spicchio di Luna crescente. Il che ha reso la foto molto particolare. Mi sento molto fortunata perché il cielo mi ha regalato un momento veramente eccezionale: la dea Luna, le Ninfe Pleiadi e la Corona…”

Dati tecnici:

Modello fotocamera: NIKON D750
Tempo esposizione: 4 sec
Rapporto focale: f/7.1
Distanza focale obiettivo: 400 mm
Sensibilità ISO: 2000
Data e ora: 19/04/2026 20:27

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IL CIELO SERENO

Uno sguardo alle attuali condizioni meteo del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare

Una previsione più mirata per gli osservatori del cielo: le previsioni del seeing di Meteoblu

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IL SOLE

Si trova nella costellazione dell’Ariete fino al 14 maggio, quando passa nella costellazione del Toro.

  • 1 maggio: il sole sorge alle 6.08; tramonta alle 20.11
  • 15 maggio: il sole sorge alle 5.52; tramonta alle 20.26
  • 31 maggio: il sole sorge alle 5.39; tramonta alle 20.40


La durata del giorno aumenta di 58 minuti dall’inizio del mese.
(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).
Gli orari sono espressi in Ora Legale Estiva, pari ad un’ora in più rispetto all’Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale)

Situazione delle macchie solari nel visibile dal sito dell’Osservatorio Solare Soho

Segnaliamo un sito alternativo per seguire l’aspetto del Sole giorno per giorno :
– https://umbra.nascom.nasa.gov/newsite/images.html

I dati di alba e tramonto sono presi dall’almanacco UAI. Se siete interessati, lo potete trovare al seguente link https://www.uai.it/sito/pubblicazioni/almanacco/almanacco-2026/.

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LA LUNA


Questi dati sono presi dall’almanacco UAI https://www.uai.it/sito/pubblicazioni/almanacco/almanacco-2026/. Fino a sabato 28 marzo gli orari sono espressi in TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale). Da domenica 29 marzo 2026 gli orari sono espressi in Ora Estiva (o “Ora Legale”), pari ad un’ora in più rispetto all’Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale), ovvero due ore in più rispetto al Tempo Universale (TU)

Gli orari e le date sono riferiti al tempo segnato dai nostri orologi per uso civile:

  • CET (Central European Time = TU + 1h) da giovedì 1 gennaio 2026 a sabato 28 marzo 2026 e da domenica 25 ottobre 2026 a giovedì 31 dicembre 2026
  • CEST (Central European Summer Time = TU + 2h) da domenica 29 marzo 2026 a sabato 24 ottobre 2026.

In questo mese di maggio si verificherà per due volte la fase della Luna Piena: il 1° e il 31 maggio.

La seconda Luna piena nello stesso mese viene indicata tradizionalmente con l’espressione “Luna blu”.
La precedente “Luna Blu” si è verificata nel mese di agosto del 2023 – ed era anche una “Superluna” (plenilunio al perigeo). La “Luna Blu” del 31 maggio sarà invece una “Miniluna”: il plenilunio infatti si verifica nell’imminenza dell’apogeo, il punto più lontano dell’orbita lunare. Nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno la Luna apparirà con le dimensioni apparenti più piccole dell’anno. Circa 19 ore dopo la fase di Luna Piena la Luna all’apogeo si troverà ad una distanza di 406.368 km.
Per la prossima “Luna Blu” dovremo attendere il mese di dicembre 2028.

Mesi con 5 fasi lunari

In questo mese di maggio si verificherà per due volte la fase della Luna Piena: il 1° e il 31 maggio.

La seconda Luna piena nello stesso mese viene indicata tradizionalmente con l’espressione “Luna blu”.
La precedente “Luna Blu” si è verificata nel mese di agosto del 2023 – ed era anche una “Superluna” (plenilunio al perigeo). La “Luna Blu” del 31 maggio sarà invece una “Miniluna”: il plenilunio infatti si verifica nell’imminenza dell’apogeo, il punto più lontano dell’orbita lunare. Nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno la Luna apparirà con le dimensioni apparenti più piccole dell’anno. Circa 19 ore dopo la fase di Luna Piena la Luna all’apogeo si troverà ad una distanza di 406.368 km.
Per la prossima “Luna Blu” dovremo attendere il mese di dicembre 2028.

Per una descrizione della periodicità delle fasi lunari nei vari mesi dell’anno, vedi il nostro articolo Mesi con cinque fasi lunari.

  • Tutti i nomi della Luna Piena, un articolo in un notiziario a cura dell’ARAR di Ravenna spiega perché periodicamente i media parlano di Lune con nomi fantasiosi, a volte fuorvianti (lune rosa, lune della fragola, ecc.)
  • I Nomi e i Colori della Luna, un articolo a cura di Giuseppe Petricca (Astronomia Pratica) che illustra tutta la nomenclatura che viene data alle varie lune piene durante l’anno, risalendo alle loro origini storiche.

Passi sulla Luna: Deslandres

Archivio di Passi sulla Luna: osservazioni, storia e materiali lunari (Sezione a cura di Paolo Morini e Alfonso Zaccaria)

Osserviamo la Luna con il Binocolo, dal sito di Astronomia Binoculare UAI (calcolatore on line delle date del perigeo e dell’apogeo della Luna)

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Sezione di Ricerca Luna UAI

Osserviamo il falcetto di luna crescente

Falce di Luna, le foto dei nostri lettori
Luna del mese di Ramadan
La falce lunare vicina alla Luna nuova
Che cos’è il crepuscolo? (da Wikipedia)
L’Eclittica al tramonto: attenzione al calendario!

Da Astronomia UAI un interessante articolo sul “crescente” di Luna o “Hilal” (Astronomia UAI 4-2012 “L’Hilal e la Luna a barchetta” di G. De Donà).

Il 17 maggio 2026, al tramonto del Sole, la Luna ha un’età di 22.4 h e una fase dell’1.5%. Il giorno successivo, 18 maggio 2026, al tramonto del Sole la Luna ha un’età di 46.4 h e una fase del 5.9%.

A seconda della stagione, anche un’età relativamente avanzata (in ore) del falcetto di Luna non lo rende automaticamente un soggetto facile: vedi la pagina sull’eclittica al tramonto.

Le mappe di visibilità sono state concesse dal loro autore, il dr. R.H. (Rob) van Gent dell’Istituto di matematica dell’Università di Utrecht che ringraziamo per la collaborazione. Il dr. van Gent mantiene un sito sulle previsioni di visibilità del crescente di Luna.

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LE MAREE

L’attrazione gravitazionale combinata del Sole e della Luna sulle masse d’acqua che si trovano sul nostro pianeta genera un’onda la cui propagazione, vista dai siti che si trovano sulle coste, si traduce in un ciclico alzarsi e abbassarsi del livello del mare. Anticamente ritenuta una sorta di “respiro del mare”, come se l’acqua venisse periodicamente inghiottita ed espulsa da grandi cavità sottomarine, questa variazione di livello può essere calcolata con i metodi della meccanica celeste: ci sono tuttavia contributi non facilmente prevedibili, come quelli legati ai venti e alle condizioni meteorologiche.

Dalla tabella che segue è possibile accedere ai grafici che esprimono le variazioni del livello del mare dovute alla marea astronomica. I grafici sono relativi ai principali porti italiani (17 località).

ITALIA SETTENTRIONALE

Imperia, Genova, La Spezia, Ravenna, Venezia, Trieste

ITALIA CENTRALE

Livorno, Piombino, Civitavecchia, Ancona

ITALIA MERIDIONALE E ISOLE

Napoli, Cagliari, Palermo, Porto Empedocle, Messina, Taranto, Brindisi

Alla pagina Osserviamo le maree sono disponibili altri approfondimenti su questo affascinante campo di indagine e di studio.

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I PIANETI

MERCURIO

Il mese inizia con un periodo sfavorevole per osservare l’elusivo pianeta. Termina un periodo di permanenza nel cielo del mattino, dove è sempre rimasto molto basso sull’orizzonte, quasi invisibile tra le luci dell’alba. Mercurio si trova in congiunzione con il Sole il 14 maggio, dopo la quale il pianeta sale repentinamente nel cielo occidentale della sera, andando incontro al periodo di migliore osservabilità dopo il tramonto, che verrà raggiunto a giugno. Già negli ultimi giorni di maggio avremo comunque ottime opportunità per avvistare il pianeta, che tramonterà oltre un’ora e mezza dopo il Sole.

VENERE

Il pianeta più brillante è il protagonista indiscusso delle prime ore della sera. Salendo sempre di più sull’orizzonte occidentale, avremo sempre più tempo per osservarlo. Le migliori condizioni di osservabilità serale per l’anno in corso si verificano il 28 maggio, quando Venere tramonta 2 ore e 42 minuti dopo il Sole. Una curiosità: solo fra circa tre mesi dopo, il 15 agosto, il pianeta raggiunge la massima elongazione serale, pari a 46°. La massima elongazione non coincide quasi mai con la migliore visibilità, ma nel 2026 questa differenza è davvero eclatante: inoltre ad agosto la visibilità sarà modesta, nonostante la grande distanza angolare dal Sole. Venere nel corso del mese completa il proprio percorso nella costellazione del Toro e dal 19 maggio vedremo il pianeta nei Gemelli.

MARTE

Il pianeta rosso è visibile nel cielo del mattino, ancora molto basso sull’orizzonte ad Est, non facile da individuare tra le prime luci dell’alba. Nella prima parte del mese si trova nella costellazione dei Pesci, che lascia il 18 maggio per passare a quella dell’Ariete.

GIOVE

Il pianeta anticipa sempre più l’orario del proprio tramonto e la visibilità rimane limitata alle prime ore della sera. Le condizioni di osservabilità diventano sempre più simili a quelle di Venere. I due pianeti infatti, nella seconda parte del mese, si trovano entrambi nella costellazione dei Gemelli, regalando uno spettacolo davvero suggestivo tra le ultime luci del crepuscolo serale sull’orizzonte occidentale, dove possiamo ammirare anche le stelle Castore e Polluce.

SATURNO

 Il pianeta è osservabile sull’orizzonte orientale, prima del sorgere del Sole. Saturno sorge prima di Marte, concedendo maggiori opportunità di individuarlo prima che la luce dell’alba prenda il sopravvento. Il pianeta prosegue la sua inusuale presenza in una costellazione al di fuori di quelle dello zodiaco tradizionale, rimanendo per tutto il mese nella Balena, vicino al limite con i Pesci.

URANO

Il pianeta rimane inosservabile per tutto il mese come conseguenza della congiunzione con il Sole che si verifica il 22 maggio. Sarà necessario attendere alcune settimane per tornare a cercarlo nel cielo orientale del mattino. Urano si sposta lentamente con moto diretto nella costellazione del Toro, dove rimane tutto l’anno.

NETTUNO

Le condizioni di osservabilità di Nettuno sono ancora simili a quelle di Saturno. Nettuno fa parte del gruppo di pianeti osservabili al mattino nel cielo orientale prima del sorgere del Sole. E’ il primo a sorgere, seguito da Saturno e da Marte. A differenza degli altri due, Nettuno non è visibile ad occhio nudo e per poterlo individuare è necessario l’utilizzo del telescopio. Nettuno prosegue la sua lunga permanenza nella costellazione dei Pesci.

PLUTONE

Anche Plutone anticipa sempre più l’orario del proprio sorgere, che si verifica nelle ore centrali della notte. E’ possibile quindi individuare Plutone, inizialmente basso sull’orizzonte a Sud-Est, poi al culmine in direzione Sud quando sorge il Sole. A causa della luminosità estremamente bassa, per osservarlo è sempre indispensabile l’ausilio di un telescopio di adeguata potenza. Plutone si trova ancora nella costellazione del Capricorno.

La IAU (International Astronomical Union) ha istituito nel giugno 2008 la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare, anche se non più considerato un pianeta.

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CONGIUNZIONI

Luna – Saturno: prima dell’alba del 13 maggio la falce di Luna calante sorge ad Est precedendo la comparsa di Saturno. La Luna si trova nella costellazione dei Pesci, Saturno nella Balena. Con il telescopio, vicino alla Luna, si può individuare anche Nettuno. 

Luna – Marte: sull’orizzonte orientale, tra le luci dell’alba del 15 maggio la sottilissima falce si Luna calante, nella costellazione dell’Ariete, sorge insieme al pianeta Marte, nei Pesci.

Luna – Venere: la sera del 18 maggio possiamo ammirare, sull’orizzonte occidentale, la suggestiva congiunzione tra Venere e la sottile falce di Luna crescente. L’incontro si verifica nella costellazione del Toro, vicino al limite con i Gemelli. 

Luna – Giove: nelle prime ore della notte del 20 maggio, il cielo occidentale mostrerà lo spettacolo della Luna crescente vicina a Giove ed alle stelle Castore e Polluce, nei Gemelli. Nella stessa costellazione brilla anche il pianeta Venere. 

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STELLE DOPPIE AL TELESCOPIO


Osserviamo insieme all’Apprendista Astrofilo la stella doppia del mese di aprile: Delta Corvi.

Per saperne di più sulle stelle doppie: una presentazione generale dell’argomento, la storia della loro osservazione e un repertorio bibliografico.

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OSSERVARE LE STAZIONI SPAZIALI E STARLINK

Osservare la Stazione Spaziale Internazionale

Osservare la Stazione Spaziale Cinese Tianhe-1

Osservare i satelliti Starlink

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COSTELLAZIONI

Alte nel cielo, in direzione sud, le costellazioni del Leone e della Vergine, tra le più estese dello zodiaco, dominano la volta celeste del mese di maggio.
Secondo la mitologia greca, la temibile fiera fu soffocata da Ercole, poiché risultava invulnerabile alle frecce ed alla clava, mentre la Vergine era considerata la dea della giustizia che si riteneva vivesse in mezzo agli uomini, ma per i misfatti di questi preferì lasciare la Terra per prendere posto nel firmamento.
Non sono molte le stelle brillanti in questa zona di cielo: tra le più facili da individuare segnaliamo Regolo, nel Leone, e Spica, l’unica stella di notevole luminosità della Vergine.
Sotto di essa possiamo riconoscere le costellazioni, di dimensioni decisamente minori, del Corvo e del Cratere. Le stelle più brillanti le troviamo più a Nord-Est; Arturo, nel Bootes, la costellazione del “pastore guardiano” delle due orse, e la stella Vega, della Lira, che dominerà i cieli estivi. Continua il periodo di visibilità ottimale per l’Orsa Maggiore, che si trova praticamente allo zenit.
Unico punto fisso della volta celeste – almeno in prima approssimazione – la Stella Polare nell’Orsa Minore ci indica la direzione del Nord.
Queste due costellazioni sono strettamente legate anche nella leggenda greca che narra della trasformazione in orse della ninfa Callisto e del figlio Arcade ad opera di Giunone, gelosa delle attenzioni di Zeus verso la bella Callisto.
Per proteggerle dai cacciatori, Zeus decise quindi di porle in cielo, ma facendole ruotare intorno al polo celeste per non perderle mai di vista.
Tra le due Orse, sinuosa come un serpente, troviamo la lunga costellazione del Dragone.
Al centro del triangolo formato da Orsa Maggiore, Leone e Bootes, possiamo riconoscere le piccole costellazioni dei Cani da Caccia e della Chioma di Berenice.
Il mito di quest’ultima è legato ad un personaggio storico realmente esistito.
Berenice era infatti la moglie di Tolomeo III Euergete, re d’Egitto (III secolo a.C.), della dinastia dei Tolomei, la cui più nota esponente, nonché ultima discendente, fu la famosissima Cleopatra.
Nelle prime ore della sera, basse sull’orizzonte occidentale, c’è ancora il tempo di ammirare alcune delle costellazioni che sono state protagoniste dei cieli invernali, in particolare l’Auriga, i Gemelli e, un po’ più in alto, la debole costellazione del Cancro.
In tarda serata vedremo invece sorgere in successione a Sud-Est la Bilancia, lo Scorpione, l’Ofiuco e il Sagittario.
Sopra l’Ofiuco possiamo riconoscere la Corona Boreale e la costellazione di Ercole.
La panoramica della volta celeste si conclude a settentrione, sotto l’Orsa Minore, con Cassiopea e Cefeo.
A Nord-Est cominciano ad affacciarsi a notte inoltrata la già citata Lira, il Cigno e l’Aquila, che si accingono a diventare le protagoniste del cielo estivo.

Quante sono le costellazioni zodiacali?
12, 13 o … molte di più ? Scoprilo cliccando qui.

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CARTE DEL CIELO

Le mappa del cielo ti aiuteranno a riconoscere e identificare le costellazioni sulla volta celeste e ad orientarti nel cielo notturno, così potrai facilmente indentificare oggetti e corpi celesti.

Elenco delle Costellazioni: denominazione in latino e italiano
Elenco delle stelle che hanno un nome
Le 100 stelle più brillanti del cielo – da Almanacco UAI

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METEORE

Il mese di maggio rappresenta una fase di transizione per l’attività meteorica annuale: dal punto di vista visuale domina un solo sciame di rilievo, mentre dal lato radio il cielo è attraversato da numerose correnti, anche molto attive ma invisibili a occhio nudo. In questo contesto, le condizioni osservative del 2026 risultano particolarmente articolate a causa della distribuzione delle fasi lunari, che incidono in modo diretto sulla visibilità delle meteore più deboli.

Il ruolo centrale spetta alle eta-Aquariidi (ETA), lo sciame associato alla cometa di Halley, che raggiunge il massimo nei primi giorni del mese. In condizioni ideali il loro ZHR può arrivare a circa 50, ma alle latitudini italiane è più realistico attendersi valori compresi tra 20 e 30 meteore orarie, con eventi molto rapidi e spesso caratterizzati da scie persistenti. Nel 2026, tuttavia, il massimo cade in una fase fortemente penalizzata dalla luce lunare: la Luna piena del 1° maggio illumina il cielo proprio nei giorni immediatamente precedenti e successivi al picco, rendendo difficoltosa l’osservazione e riducendo drasticamente il numero di meteore visibili, in particolare quelle di debole luminosità. Solo nelle brevi finestre prima dell’alba, con la Luna ormai bassa sull’orizzonte, sarà possibile tentare osservazioni più efficaci, anche se inevitabilmente limitate rispetto al potenziale dello sciame.

Superata questa fase iniziale, le condizioni migliorano progressivamente. Con l’avvicinarsi dell’Ultimo Quarto del 9 maggio, la Luna sorge sempre più tardi nella notte, lasciando alcune ore iniziali favorevoli all’osservazione. È proprio in questo periodo che entrano in gioco numerosi sciami secondari, come le eta-Liridi (ELY), le beta-Aquariidi (BAQ) e le correnti legate alla regione di Ofiuco, tra cui epsilon-Ophiuchidi (EPO) e tau-Ophiuchidi (TOP). Si tratta di sciami deboli, con ZHR generalmente inferiori a 5, ma comunque ben definiti e utili per studi statistici o per il monitoraggio dell’attività meteorica di fondo. In condizioni di cielo sufficientemente buio, possono contribuire con qualche evento sporadico, soprattutto nelle ore centrali della notte.

Il momento migliore per le osservazioni visuali si colloca attorno alla Luna nuova del 16 maggio, quando il cielo torna completamente privo di disturbo lunare. Sebbene in questa fase non siano presenti sciami con ZHR elevati, l’assenza della Luna consente di spingersi verso meteore più deboli, aumentando la probabilità di rilevare sia membri degli sciami minori sia meteore sporadiche. Questo periodo è particolarmente indicato per osservazioni sistematiche e per chi desidera contribuire a campagne di monitoraggio, dove anche un’attività modesta può assumere valore scientifico.

Nella seconda metà del mese, con il Primo Quarto del 23 maggio, la Luna torna a essere presente nella prima parte della notte, lasciando però libere le ore successive, che restano favorevoli all’osservazione. Gli sciami attivi in questa fase mantengono ZHR bassi, ma distribuiti su un numero elevato di correnti, contribuendo a una continua, seppur debole, attività meteorica.

A chiudere il mese è la Luna piena del 31 maggio, che riporta condizioni sfavorevoli, analoghe a quelle di inizio mese, limitando nuovamente la visibilità delle meteore meno luminose. Tuttavia, questa apparente povertà osservativa riguarda solo il dominio visuale. Dal punto di vista radio, infatti, maggio è uno dei mesi più interessanti dell’anno.

Numerosi sciami attivi in questo periodo appartengono alla categoria dei daytime showers, tra cui le omega-Cetidi (OCE e NOC) e le Arietidi di maggio (SMA e NMA). Queste correnti, non osservabili a occhio nudo, mostrano un’elevata attività nei dati radar e rappresentano una componente fondamentale del flusso meteorico mensile. Per esse non si parla di ZHR in senso classico, ma la frequenza degli echi radio può essere molto elevata e continua, rendendole ideali per campagne di osservazione automatica. In questo ambito, la presenza della Luna è del tutto irrilevante, e anzi maggio diventa un periodo privilegiato proprio quando le osservazioni visuali sono penalizzate.

Nel complesso, maggio 2026 si presenta come un mese fortemente condizionato dalla Luna per quanto riguarda l’osservazione visuale, con un picco importante – quello delle eta-Aquariidi – purtroppo immerso nella luce della Luna piena. Allo stesso tempo, però, offre un panorama estremamente ricco per le osservazioni radio, confermando come lo studio delle meteore richieda un approccio integrato, capace di andare oltre ciò che è semplicemente visibile nel cielo notturno.

Il podcast della rubrica dedicata alle meteore è disponibile su Spotify al seguente link: https://open.spotify.com/show/4oj2z6ihiZ0CqmsCADmguE

(Spotify è una piattaforma per l’ascolto di brani musicali e/o podcast. Il canale “Meteore – Cronache dal Cielo” è completamente gratuito: non necessita di nessun tipo di abbonamento e non è indispensabile registrarsi.)

Per saperne di più consultare https://meteore.uai.it/sciami-del-mese/ .
Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Meteore UAI: https://meteore.uai.it .

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COMETE

29P / SCHWASSMANN – WACHMANN

La più misteriosa e peculiare cometa mai scoperta appartenente alla famiglia dei “centauri” di dimensione simile ad un asteroide, oltre i 60 km di diametro; ha avuto il 15 Aprile l’ultimo suo outburst o aumento di luminosità e dal 2014 ad oggi se ne contano circa 20/30 ogni anno con una periodicità ogni circa 50/60 giorni! Ricordiamo che la sua orbita intorno al Sole è quasi circolare tra gli 850 milioni di km dal Sole al perielio ai 950 milioni all’afelio quindi tra Giove Saturno e con luminosità media debole di circa +16 magnitudine che durante questi eventi estremi arriva ad oltre la 11esima, portandola da un oggetto difficile a un target interessantissimo da fotografare anche con telescopi amatoriali! E’ praticamente “immersa” sempre nelle polveri emesse dalle sue “esplosioni” e ha oramai un aspetto quasi fosse una nebulosa piuttosto che una cometa! Incredibile oggetto! Da seguire!

Per le effemeridi della cometa, cliccate qua! Per vedere il percorso nel cielo della cometa, cliccate qua!

24P/ SCHAUMASSE

La cometa periodica Schaumasse scoperta nel 1911 che ha raggiunto sia il perielio che il perigeo a Gennaio 2026 risulta ancora visibile ma con pose fotografiche più lunghe transitando “prospetticamente” tra le innumerevoli galassie della costellazione del Leone e lontano dall’inquinamento luminoso mostra ancora una debole coda di polveri…

Per le effemeridi della cometa, cliccate qua! Per vedere il percorso nel cielo della cometa, cliccate qua!

235P / LINEAR

Cometa periodica scoperta dal sistema automatico LINEAR di tipo “gioviana” con un periodo di circa 8 anni, ha raggiunto il perielio il 22 Dicembre 2025 a circa 400 milioni di km dal Sole e si sta ancora avvicinando alla Terra; la distanza minima sarà il 22 Maggio 2026 a poco meno di 200 milioni di Km: quindi la sua luminosità è “stabile” ed è ancora un discreto target nella seconda parte della notte quando raggiunge la sua massima altezza sull’orizzonte…! La sua coda di polveri può essere ancora visibile “sommando” diverse decine di minuti di pose anche se con piccoli strumenti!

Per le effemeridi della cometa, cliccate qua! Per vedere il percorso nel cielo della cometa, cliccate qua!


Di seguito alcuni link per approfondire…
http://www.cbat.eps.harvard.edu/iau/cbet/005600/CBET005607.txt (Scoperta C2025 R3)
http://www.cbat.eps.harvard.edu/iau/cbet/005600/CBET005669.txt (News C/2024 E1)
https://pages.astro.umd.edu/~qye/shared/2024E1_LDT_20260312.png (Foto C/2024 E1)
Effemeridi aggiornate delle comete presentate sono disponibili sul sito del Minor Planet Center:
http://www.cfa.harvard.edu/iau/Ephemerides/Comets/index.html
Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Comete UAI: http://comete.uai.it mail comete@uai.it

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ASTEROIDI

Per il mese di maggio proponiamo l’osservazione dei seguenti asteroidi:

(14) Irene

Scoperto dai cieli londinesi il 19 maggio 1851 da John Russell Hind utilizzando il telescopio da 7 pollici dell’osservatorio Regents Park. Indipendentemente dal nostro Annibale de Gasparis, dall’osservatorio di Capodimonte a Napoli. Il nome fu scelto niente meno che da Sir John Herschel in onore di Eirene, la personificazione della pace nella mitologia greca. L’asteroide ha un diametro di circa 182 km, il suo anno dura 4.16 anni, muovendosi inclinato di 9° sull’eclittica, su un semiasse maggiore di 2.5 UA ed con un’eccentricità di 0.16. Sarà osservabile nella costellazione del Sagittario con una luminosità di 11.7 mag., quindi visibile con un piccolo telescopio,
Per il percorso dell’asteroide Irene nel mese di aprile 2026, cliccate qua!

(29) Amphitrite

Scoperto da Marth Albert, scopritore di numerose nebulose, la notte del 1 Marzo 1854, dall’osservatorio di Londra. Fu così denominato in onore di Anfitrite, dea del mare nella mitologia greca; ha un diametro di 212 km, con un periodo di rivoluzione di 4.08 anni, con un eccentricità di 0.07 ed un’inclinazione di 6° gradi. Ha un periodo di rotazione di 5,3 ore. Sarà visibile nella costellazione dello Scorpione con una luminosità di 9.7 mag., alla portata di piccoli telescopi.
Per il percorso dell’asteroide Nysa nel mese di aprile 2026, cliccate qua!

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Gli autori del Cielo del Mese

I nominativi dei collaboratori sono indicati nella pagina “Chi siamo”.

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