Star hopping: M13, il maestoso ammasso globulare in Ercole
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Di cosa ci serviamo: il nostro pur piccolo telescopio, un rifrattore da 8-10 cm di lente, oppure un riflettore da 114 a 150 mm, o uno Schmidt-Cassegrain da 8″, per arrivare, se lo avete, a un Newtoniano (es. un economico Dobsoniano) da 25 o 30 cm di specchio, anche non motorizzato, un laser da pochi euro che avremo messo sul tubo del telescopio in parallelo, un cercatore da 3 o 5 cm di lente. Può essere sempre utile un binocolo da 7 – 10 ingrandimenti (i più fortunati il binocchiale della Omegon, a soli 2 X e quindi con campo molto grande: dai 26° ai 36° a seconda del modello!). Il nostro Mantra.
Dall’inizio del mese di maggio a tutto settembre, la debole costellazione di Ercole svolge la sua presenza dal cielo di Oriente a quello Occidentale dopo il tramonto del Sole. A ottobre sarà bassa, ma il nostro oggetto che stiamo cercando, M13, data la sua luminosità, senz’altro ancora apprezzabile.
La costellazione è debole e può essere necessario fare riferimento alle stelle ben più brillanti che abbiamo nei suoi paraggi.

La debole costellazione di Ercole è facilmente rintracciabile in quella zona di cielo, apparentemente povera di stelle, posta tra le luminose Vega e Arturo, qui alla sua sinistra e alla sua destra. Un piccolo binocolo a grande campo, ideale il binocchiale della Omegon, ci aiuterà, specie se siamo in zone di cielo inquinato dalle luci.
Andremo nel torace del grande Ercole: 4 stelle tra la terza e la quarta magnitudine. Ecco che un piccolo binocolo a grande campo ci aiuterà se non siamo in una nottata bella serena e lontani dalle luci cittadine.
Di queste punteremo su Eta Herculis, eccolo qui sotto ben indicata.

Eta Herculis nel torace (la “chiave di volta”, dalla caratteristica forma) del grande Ercole. Facciamo riferimento alle stelle delle braccia (qui, in alto) e delle gambe (qui in basso) per identificarla con sicurezza tra le 4 stelle
Eta Herculis è un Sole gigante giallo-arancio a 110 anni luce dalla Terra. 10 volte più grande del Sole, 2 volte più massiccio e 50 volte più luminoso. Bello al telescopio, o anche smeplicemente con un buon binocolo.

Ecco la bella Eta Herculis. Un Sole giallo arancio, una gigante, 10 volte più grande del nostro Sole e 50 volte più luminoso.
Il nostro viaggio verso il grande ammasso di Ercole, M13, sarà a questo punto estremamente semplice. Diminuiamo in declinazione il nostro telescopio di 2 gradi e mezzo (3 campi di oculare a 30 X), già senz’altro apprezzabile al nostro cercatore con la sua magnitudine che sfiora la sesta, assai evidente al telescopio per quanto piccolo possa essere: ai nostri occhi un oggetto posto al di là della nostra Galassia, nello spazio intergalattico (!). Antico, 11 e più miliardi di anni, vecchio quasi quanto l’intero Universo.

Ecco M13, il grande ammasso globulare di Ercole, osservato con un piccolo telescopio, 10-15 cm di lente o specchio. Un debole globo di luce in cui già riconosciamo stelle alla periferia. Siamo a 24 000 anni luce dalla Terra, abbiamo lasciato la Galassia, siamo giunti nello spazio intergalattico. 60 X
Con un diametro più generoso, 25 o 30 cm di specchio, l’immagine di M13 diventa affascinate. Vista mozzafiato.

Con un telescopio di specchio da 25 o 30 cm l’aspetto di M13 è maestoso. L’oggetto occupa quasi completamente il campo dell’oculare. Una miriade di stelle nascono, e si sovrappongono, dal centro dell’ammasso e si allontanano in scie di stelle come zampe di ragno. Stiamo osservando un globo di 1 milione di stelle nate all’alba del nostro Universo. 160 X.
M13 è un ammasso sferico di stelle in orbita intorno alla Galassia, a 24 000 anni luce da noi. Uno dei più di 100 ammassi globulari della nostra Galassia, in lenta orbita intorno ad essa. M13 senz’altro il più maestoso nel cielo boreale. Grande 85 anni luce, 600 000 masse solari, 1 milione di Soli antichissimi.
All’osservazione con il mio 30 cm di specchio (f/4): “un globo di luce assai brillante a 30 X, che con l’oculare da 20 mm e Barlow 2X (120 X) si risolve facilmente in stelle. Stelle individuali davanti al nucleo e numerose in periferia, dove si allargano, proiettandosi come zampe di ragno a traversare quasi tutto il campo visivo. A 200 X il cielo più scuro evidenzia le stelle molto brillanti. Si nota come a sx e sopra il nucleo le stelle di periferia siano più numerose. Bellissimo!”
NB anche chi ha a disposizione un telescopio GO TO non eviti di fare la ricerca che proponiamo, tra stelle affascinanti e gli oggetti “non stellari” che proponiamo. Stelle che altrimenti non avremmo mai pensato di cercare, qui come repere per trovare l’oggetto cercato. Stelle che si manifestano nei loro bellissimi colori in campi ogni volta diversi e magnifici, in un percorso di avvicinamento ad altrettanto affascinanti oggetti del cielo.
© Giorgio Bianciardi
g.bianciardi@uai.it, gbianciardi@yahoo.it
[Le immagini delle stelle e del campo di M13 che vediamo in questo articolo sono state prodotte in fotografia dall’autore con pochi secondi di posa, per simulare la profondità che posiamo raggiungere all’osservazione visuale, utilizzando il telescopio remoto UAI: il telescopio remoto a disposizione di tutti i soci UAI: https://www.uai.it/sito/rete-telescopi-remoti/ ].
