L’ORLO DELLA LUNA: LA REGIONE EQUATORIALE
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La Luna al 13° giorno, un giorno prima della Luna Piena..
In forte prossimità alla Luna Piena generalmente si ritiene che non valga la pena di osservare il nostro compagno orbitale.. oggi vedremo che non è così!
Nell’immagine qui sotto vediamo la Luna come la vediamo a occhio nudo, l’Est è alla nostra destra. Indicata dal cerchio, la regione di nostro interesse. Esploreremo la regione equatoriale, e, come sempre, prossima al Terminatore.

Puntiamo ora il telescopio o il cannocchiale, 150-250 X, con un piccolo cannocchiale da 8-10 cm di lente o con un telescopio da 15 a 20 cm di specchio, come un economico Dobson o i comuni Schmidt-Cassegrain Celestron o Meade, provvisti di specchietto a 90°, il diagonale, dove mettiamo l’oculare.
L’immagine (qui sotto) ora è invertita rispetto a quel che vediamo a occhio nudo: l’Est ci appare ora sulla sinistra: è così che i nostri strumenti astronomici ci fanno vedere il nostro satellite (se è un Newton, come un Dobson, anche il nord/sud sarà invertito), noi rappresentiamo la Luna come ci appare con i cannocchiali (rifrattori) o i più diffusi riflettori Schmidt-Cassegrain, una volta che usiamo il diagonale.

Luna al 13° giorno (un giorno prima della Luna piena). Siamo prossimi alla regione equatoriale del nostro satellite (tra 14° S e 8° N). Il Terminatore è il confine tra la notte e la regione illuminata, dove il Sole sta sorgendo. Est a sinistra, Sud in basso. I crateri presentano forme fortemente allungate: effetto di prospettiva, stiamo osservando l’orlo della superficie lunare visibile da Terra. Maksutov-Cassegrain, Meade 7” f 15 + deviatore a 90°. Foto all’oculare con Smartphone, 265 X. G. Bianciardi.
Prossimi al Terminatore, in basso, grandi crateri a cinta molto bassa e fortemente allungati per ragione di prospettiva, si evidenziano. Distese di lava basaltica, scura, lo stesso materiale dell’Oceano delle Tempeste che riempie tutta l’immagine sulla sinistra, dentro 2 grandi crateri.
Iniziamo dando un nome ai particolari che osserviamo.

La vicinanza della fase di Luna Piena appiattisce il paesaggio lunare, la luce riflessa dalla Luna si fa impietosa cancellando i particolari della superficie del nostro satellite, sempre altrimenti ricchissima di dettagli. Ma due grandi strutture si mostrano in grande evidenza: gli estesi Grimaldi e Riccioli
Grimaldi dovrebbe essere definito più che come cratere, nonostante accomunato a questo dall’origine da impatto di asteroidi (o comete), come bacino lunare, ovvero una grande depressione circolare sulla superficie lunare. Se seguiamo il contorno del muro esterno del grande bacino, che abbiamo qui disegnato in bianco, possiamo averne una visione quasi tridimensionale seguendo il suo contorno. Il fondo scuro del bacino ci apparirà “sprofondato” circondato da muro esterno molto consumato, meglio conservata la cinta in basso a sinistra (Sud-Est).
Grande 173 km, lo vediamo riempito di lava basaltica, scura, che rende piano e senza dettagli il suo interno. La lava generata presumibilmente dall’impatto che ha richiamato la lava sottostante, ai tempi, miliardi di anni fa, di una Luna il cui interno era costituito ancora di magma fluido o semi-fluido.
Nel sottosuolo di Grimaldi un mascon: un’anomalia gravitazionale positiva, ovvero un’anomala concentrazione di massa (da cui il termine mascon). In un impatto di grandi dimensioni, come quello che ha generato il bacino Grimaldi, la fusione della superficie lunare va a richiamare altro materiale dalle zone circostanti (e dalle zone sottostanti) aumentandone così la massa verso il centro dell’impatto.
Riccioli, subito in alto e a destra di Grimaldi, è un cratere più “tradizionale”, anche con accenno di una montagna centrale. Grande 156 km, anche lui molto antico, come evidenziato dalla cinta molto consumata. Interessante il “patch” di lava basaltica nella sua parte settentrionale, con un braccio, indicato dalla freccia, che si proietta lineare verso Lohmann.
Salendo da Riccioli verso Hedin, sulla destra cogliamo in mezzo alla notte lunare cime alte molti km che stanno prendendo i primi raggi di sole .
Non perdiamo l’occasione di osservare con il nostro strumento queste affascinanti strutture che cogliamo solo in questo particolare giorno della Luna,il giorno prima della Luna Piena, particolarmente mutevoli di mese in mese per i giochi della librazione lunare.
© Giorgio Bianciardi
