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LA SCARPATA DEGLI ALTAI. TEOFILO, CIRILLO E CATERINA.

Luna al 6° giorno, il giorno precedente il primo quarto, ideale per vedere queste formazioni.

Osserviamo nei pressi dell’equatore lunare a 150- 200 X, con telescopio da 10 a 20 cm di specchio o cannocchiale da 6-10 cm di lente.
Il Sole illumina dal basso ( Est). Vicini al Terminatore, è l’alba sulla Luna.

Nell’immagine al telescopio vediamo una illuminazione perfetta della Rupes Altai, la Scarpata degli Altai. Si allunga serpeggiante (vedi le 2 frecce) per 480 km, riflettendo la luce del Sole che lassù sta sorgendo. Si innalza per almeno un paio di chilometri, partendo dal grande cratere Piccolomini (Pic) in basso, grande 85 Km con la caratteristica montagna centrale di tanti crateri lunari.

Il grande scalino, la più grande scarpata della Luna, ha origine di impatto: miliardi di anni fa un grande asteroide colpì la Luna formando il “piccolo” Mare del Nettare (350 Km in diametro) che vediamo come grande distesa pianeggiante percorsa da onde e striature, al centro della foto sulla sinistra, ma che una volta si estendeva fino all’attuale Rupes Altai, che ne costituiva il bordo. Successivi impatti hanno distrutto parte del Mare e la Rupes è rimasta a testimoniare il suo lontano passato (ora, bordo sud occidentale del Bacino Nectaris).

Vicini al Terminatore, un’immagine a 200 X con telescopio Maksutov-Cassegrain Meade 7 pollici e deviatore a 90°. Foto all’oculare con Smartphone. G. Bianciardi.

In alto nell’immagine lo splendido trio che si apre ad arco, Theofilus, (Theo) Cyrillus (Cyr) e Catharina (Cath), 100 Km, chilometro più, chilometro meno, ciascuno.

Teofilo: pareti terrazzate, quelle meridionali più alte di 1,2 Km rispetto a quelle settentrionali, indicando che il corpo celeste che ha impattato proveniva da nord. Fondo piatto con un complesso picco, costituito da almeno 3 corpi distinti che si innalzano per 1,4 Km sul piano circostante. Sul bordo NO il piccolo cratere Theophilus B.
Cirillo: più antico come si nota dalla sovrapposizione di Teofilo sul brodo di confine tra i due e dalla sua struttura degradata da impatti minori successivi, un trio al suo interno: 2 montagne allineate e, vicino ai terrazzamenti di SO, il piccolo cratere Cyrillus A (vedere la posizione delle ombre che ci permette di distinguere i monti che si innalzano dal cratere che si scava in basso).
Caterina: ci appare ancor più smussato e corroso dal tempo, è il più antico dei tre, forse più antico dello stesso Mare del Nettare,sul bordo settentrionale un grande cratere semisommerso grande 45 Km: Catharina P.

Giorgio Bianciardi
g.bianciardi@uai.it

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